SCHNEIDER GERARD

Saint Croix, Vaud, 1896 - 1986

Le sue prime opere risentono dell’influenza cubista e surrealista, ma dopo il periodo giovanile giunge a soluzioni astratte che rende sulla tela attraverso larghe pennellate di colore che si sovrappongono in maniera dinamica e cromatica.

Dopo un primo periodo figurativo, nel secondo dopoguerra Schneider sperimenta un nuovo modo di fare pittura d’astrazione, che diviene espressione dell’energia libera, difficilmente riducibile alla action painting, e che si pone in sinergia tra la poesia, la scrittura creativa e la calligrafia, tracciando linee che la collegano anche al mondo musicale. Ogni pennellata è un accordo, o un movimento di una suite classica; nella sua pittura Schneider “si proietta nella realtà delle parole e delle opere, tracciando i temi fondamentali di una sinfonia di forme e colori, che potrebbe avere per tempi: agitato, andante mosso, allegro assai”, come scrive Giuseppe Marchiori nel primo incontro che ebbe con l’artista nel suo studio parigino nel 1961. La creazione dell’opera è istintiva, fuori dalle inibizioni corporee e libera dalle precomprensioni del reale; la pennellata di colore è unica, diretta, senza pentimenti: così ogni singola opera si presenta con un equilibrio compositivo animato da una passione autentica, da un linguaggio che come Schneider stesso definisce “è inventato dall’artista per la comunicazione diretta dei suoi stati interiori”.

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